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Missione in Sicilia



Arriva un invito

All’inizio di febbraio u.s. ci giunse a Buon Consiglio una telefonata particolare. Uno finora sconosciuto P. Antonio Porretta dei Minimi di S. Francesco di Paola ci invitava a dargli una mano nello svolgimento di una missione popolare parrocchiale nella città di Alcamo in Sicilia. Lui non ci conosceva ancora, ma ci ha “scoperto” per caso, cliccando per sbaglio sulla nostra pagina web. Ci ha spiegato che da qualche anno sta organizzando queste missioni e lo faceva finora con l’aiuto di una equipe di suore e frati che hanno la spiritualità francescana.

La mia risposta era che in questo caso, noi non siamo le persone adatte, giacché abbiamo un’altra spiritualità e poi non abbiamo esperienza, almeno qui in Italia d’una missione popolare. Lui però, non si è dato per vinta, spiegandomi che quest’anno desidera far coinvolgere in questa missione anche altre congregazioni, anzi, quanto più diversi carismi vi saranno rappresentati, tanto più ricca e feconda sarà la missione.

L’appuntamento era fissato ed è arrivato anche l’invito per e-mail: “Dal 23 al 31 marzo 2019, vivremo nelle tre Comunità Parrocchiali, san Francesco di Paola, sant’Anna e san Giuseppe di Alcamo (prov. di Trapani), la missione popolare parrocchiale dal tema: "NOI ANNUNCIAMO A VOI CRISTO CROCIFISSO"...ALLA RICERCA DEI VOLTI COL PASSO DEI POVERI…..”

Di fronte a un tale invito non potevamo chiudere né le orecchie e tanto meno il nostro cuore. Non sapevamo cosa concretamente si aspetta da noi in questa missione e se potremo adempiere bene il nostro compito. E poi, chi potrebbe andarci? La questione hanno risolto la Madre con Sr. Jacinta: non si può mandare nessuna delle juniore che vanno a scuola, perché si tratta di 9 giorni di assenza a casa.

E la scelta è caduta sulla sottoscritta e sulla più giovane della comunità, Sr. Joyfullmary dall’India, appena da sette mesi in Italia! La nostra gioia si mescolò con incertezze e paura. In questo momento ho pensato alla Beata Madre, che certamente non si avrebbe lasciata scappare una tale proposta d’animazione, e questo argomento ci incoraggiò di affrontare la sfida.


La preparazione a casa

Dopo aver finalmente accettato l’invito e abbiamo confermato a P. Antonio la nostra partecipazione nella missione, lui iniziò a fornirci continuamente via WhatsApp delle informazioni sul programma, mandandoci diversi link e suggerimenti come e che cosa dobbiamo preparare. Ci scrisse, che durante la missione incontreremo tanta gente: adulti, giovani, bambini, anziani, malati, ecc. e dobbiamo avere sempre con noi diversi pensieri dei nostri Fondatori da distribuire alle persone in diversi momenti di evangelizzazione.

Dovevamo perciò “produrre” già a casa dei piccoli smiles, cuori, fiori, pensieri della Beata Madre adatti ai bambini e altri. Le nostre giovani consorelle ci hanno aiutato con gioia nella realizzazione di questo compito.

Per gli adulti invece abbiamo messo insieme diverso materiale, già esistente nella casa: immaginette con la preghiera o la novena alla Beata Madre Fondatrice, immaginette di San Pietro Claver, diversi foglietti vocazionali, immaginette della Madonna del Buon Consiglio, i rosari missionari con la spiegazione, un po’di copie del nostro Eco dell’Africa e diversi opuscoletti e libretti per il caso, che qualcuno vorrebbe sapere di più sulla nostra Fondatrice e Congregazione. In totale siamo riuscite a riempire piena una valigetta di quasi 20 kg con questa nostra “munizione” per la missione! Ovviamente, contavamo di più nell’aiuto spirituale attraverso la preghiera da parte delle consorelle, ma eravamo pure contente d’avere qualcosa nella mano.



Finalmente ad Alcamo

È arrivato finalmente il giorno di sabato 23 marzo. La mattina alle 6 stavamo già al Fiumicino e dopo un volo di circa un’ora abbiamo raggiunto la bella città di Palermo in Sicilia.

Già nell’aeroporto abbiamo incontrato alcune delle suore di altre congregazioni arrivate con lo stesso scopo. In breve ci hanno portato con le macchine nella parrocchia di Sant’Anna in Alcamo, dove ci aspettavano il parroco don Salvatore, vice-parroco don Sebastiano e tanti parrocchiani.

Dopo un breve saluto e un rinfresco ognuno di noi è stato affidato a una famiglia che ci alloggiava. Sr. Joyfullmary è stata alloggiata dalla signora Benedetta che abitava da sola, perché il suo marito era già passato al cielo e i figli erano sposati. Invece Sr. Orsola (con un’altra suora di Sant’Anna) hanno trovato alloggio dalla signorina Mimma una pensionata maestra di scuola, che abitava da sola. Queste persone prendevano cura di noi.

La sera dello stesso giorno aveva luogo l’ufficiale inizio della Missione con la solenne Celebrazione Eucaristica da parte del vicario del vescovo. La chiesa era piena zeppa. Il nostro team “missionario” doveva presentarsi davanti ai parrocchiani. Ognuno doveva dire il suo nome, la congregazione, e da dove viene….Che impressione! Eravamo in tutto 32 missionari (2 sacerdoti, 3 seminaristi e 27 suore da diverse congregazioni.

Quello che era ancora più impressionante era la provenienza dei missionari: Argentina, Bolivia, Brasile, Colombia, Congo, Eritrea, Filippine, India, Italia, Messico, Polonia, Romania. Ognuno di noi è stato chiamato per nome dal vicario del vescovo, che ci ha consegnato il mandato missionario assieme alla piccola borsa di stoffa con alcuni accessori utili e il crocifisso. Con questa “armatura” eravamo pronti alla missione.


Al lavoro

Il prossimo giorno, che era una domenica, è iniziata la nostra corsa. C’erano diverse celebrazioni delle Sante Messe in diverse chiese e noi dovevamo parteciparvi per presentarci a tutti i parrocchiani.

L’omelia introduttiva l’ha tenuta P. Antonio che era l’organizzatore e il “motore” di questa Missione, e il nostro compito era animare le persone con i canti, buone parole, sorrisi, ecc. Tante delle suore del nostro gruppo suonavano la chitarra e avevano una scelta ricca delle canzoni con parole bellissime, che trasmettevano il messaggio d’amore da parte di Dio per ogni persona. Noi due invece, dovevamo imparare tutto da zero! Imparare le parole e i gesti con i quali si cantava per animare tutta l’assemblea dei fedeli, oppure dei bambini, ecc. La nostra gioia era però grande.

Nel pomeriggio ci fu presentato il programma della Missione per tutta la settimana. Per ogni giorno della settimana erano previste diverse attività in diversi luoghi delle parrocchie coinvolte nella Missione. Ogni giorno nella mattinata (oltre le celebrazioni eucaristiche in diverse chiese) erano previsti appuntamenti nelle scuole, nelle case degli anziani, visite agli ammalati che stanno nelle famiglie, visite dei diversi centri commerciali, negozi, supermercati, ecc. dove portavamo il messaggio della salvezza del Vangelo, la preghiera, la consolazione, la benedizione con l’acqua santa.

Ogni giorno nella mattinata presto ci hanno diviso in piccoli gruppetti di 3-4, oppure 7-8 persone, a secondo del luogo dove c’erano gl’appuntamenti già fissati.

Dovevamo recarci in diversi posti, senza sapere esattamente cosa ci aspettava. Avevamo solo una grande fiducia nello Spirito Santo, che ci metti nella bocca le parole giuste nel momento giusto. Tutto il giorno dovevamo avere con sé la borsetta con il materiale da distribuire, l’acqua benedetta, ecc, che donavamo anche alla gente sulla strada. Ecco alcune delle attività più significative.


Visite nelle scuole

Queste visite erano concordate in precedenza dal parroco don Salvatore con i direttori delle scuole elementari, medie, superiori, ecc. Era previsto, che un gruppo dei missionari si fermerà davanti alle scuole prima delle ore 8.00 per dire “Buon giorno” agli scolari che arrivano alle lezioni. Così era il primo giorno, Eravamo in giro in almeno 5 diverse scuole con chitarre, canti, smiles, ecc. Gli scolari e i genitori che portavano i bambini erano sorpresi a vederci e volentieri si trattenevano con noi.

Il prossimo giorno siamo partiti a gruppetti nelle altre scuole e qui non solo potevamo salutare i bambini davanti all’entrata, ma in tanti casi i presidi delle scuole ci invitavano ad entrare dentro e parlare agli studenti nelle classi. Si doveva improvvisare presto cosa possiamo trasmettere a questi giovani in breve tempo.

Nei giorni seguenti capitava, che il direttore di un liceo statale, oppure d’una scuola tecnica, non solo ci invitò dentro la scuola, ma convocò tutti gli studenti nell’aula dove il messaggio dei missionari poteva arrivare a tutti. Una suora o un padre dava testimonianza sulla sua vocazione, rispondeva alle domande dei giovani e tutti noi potevamo cantare e animare l’assemblea. I giovani erano “pazzi”, vedendo dopo che queste suore e religiosi giocano con loro alla palla nella sala di ginnastica.

La notizia di queste straordinarie “invasioni” dei nostri missionari nelle scuole si è sparsa in città, così che nell’ultimo giorno ci sono arrivati inviti dagli altri istituti statali, per venire anche da loro. Non si poteva arrivare dappertutto. In queste occasioni potevamo distribuire tantissimi foglietti, pensieri, copie dell’Eco ai giovani e parlare personalmente con loro. Abbiamo seminato sperando, che un giorno spunterà qualcosa.


Visite nelle case degli anziani

Nel pomeriggio di ogni giorno, dopo la preghiera in comune della Coroncina alla Divina Misericordia nella parrocchia, ci recavamo, divisi in gruppetti alle diverse case di cura e agli ammalati nelle famiglie. Con noi era sempre una guida della parrocchia che conosceva i posti e le persone. Agli anziani e ai malati portavamo prima di tutto la nostra gioia, il messaggio “Dio ti ama” espresso con diversi canti e danze di animazione. Si portava la preghiera per e con gli anziani e ammalati e il conforto ai familiari. Tutti apprezzavano molto i santini oppure i rosari, che abbiamo regalato loro chiedendo le loro preghiere per i missionari e promettendo il nostro ricordo nella preghiera. Strada facendo sulle piccole vie della città entravamo nelle case dei malati con lo stesso messaggio di consolazione.


Cenacoli della Parola di Dio

Ogni sera, dopo la Santa Messa delle 18.30 eravamo mandati a due e due nelle diverse famiglie che in precedenza hanno dato la loro disponibilità di ospitare nella loro casa un tale cenacolo, cioè una condivisione della Parola di Dio. Ogni sera eravamo mandati in un'altra famiglia, che era incaricata di provvedere anche la cena per noi insieme alla famiglia. Alle 21.00 si raccoglievano in questa casa tanti parenti, amici vicini per partecipare a questo Cenacolo. Toccava a noi missionari di guidare questo incontro con la Parola di Dio. Con l’aiuto delle schede già preparate si commentava un brano del Vangelo e i presenti condividevano con tutti le loro riflessioni. Alla fine si lasciava le domande per la riflessione personale.

La partecipazione della gente era meravigliosa. Capitava, che in una famiglia si radunava un gruppo di 15, 30, 40, e in un caso vi sono arrivate 80 persone (vi era il salotto grande).

Il cenacolo si doveva concludere alle 22.30, dopodiché la famiglia ci portava alle case dove alloggiavamo.


Altre attività

Non è possibile, di descrivere qui tutte le attività in cui avevamo la grazia e possibilità di partecipare. P. Antonio con il parroco don Salvatore e altri sacerdoti si sono però impegnati che questa Missione popolare tocchi tutte le realtà delle parrocchie in questione. Così, non mancavano già menzionate le visite dei nostri missionari nei diversi negozi, nelle panetterie, dai parrucchieri del quartiere; tutti erano stupiti ed emozionati all’arrivo del nostro team con le chitarre, canti e messaggi che lasciavamo.

Un giorno si teneva un incontro con tutte le associazioni della parrocchia, come il consiglio parrocchiale, la Caritas, il gruppo missionario, gruppo dei fidanzati, ecc. Il sabato pomeriggio c’erano incontri formativi con i giovani e separatamente con i ragazzi della catechesi. A parte si svolgeva l’incontro con i genitori dei bambini del catechismo e i catechisti.

Il venerdì sera abbiamo pregato la Via crucis in due diverse parrocchie percorrendo le stazioni lungo le strade della città.

La partecipazione della gente era commovente. Non mancavano nemmeno le visite in due santuari mariani vicino la città, visita nel cimitero per pregare per i fedeli defunti delle parrocchie e una brevissima gita nell’ultimo giorno lungo la costa del mare.


Visita nei monasteri di clausura

Infine non potevano pure mancare le visite nei due monasteri della clausura delle Suore Clarisse. Le Sorelle d’uno dei monasteri ci hanno dato un ritiro nel giorno del nostro arrivo per prepararci spiritualmente alla Missione. Immaginate, che in questo monastero di ca 20 suore, la metà delle sorelle erano giovanissime!!! Si vede, che le vocazioni in Sicilia ci sono….

Invece nel secondo monastero di S. Chiara che visitammo alla fine della Missione abbiamo vissuto una bella sorpresa. Eravamo tutti noi missionari nel grande parlatorio per scambiare qualche parola con le monache clarisse, che stavano dall’altra parte della grata, che ci divideva.

Come sempre durante questi giorni ognuno di noi doveva presentarsi alle Sorelle, da quale congregazione o nazione proveniamo e quale carisma abbiamo. Quando finora nelle chiese, famiglie o altre occasioni dovevo presentarmi e menzionavo il nome di San Pietro Claver e della Beata Maria Teresa Ledóchowska, nessuno ha mai sentito prima di questi nomi. Dunque eravamo lì ad Alcamo del tutto sconosciute come congregazione, ecc. Solo qui le clarisse ci hanno sorpreso. Quando ho detto, che siamo le suore di San Pietro Claver da Roma, e che sicuramente voi non avete mai sentito questi nomi, le Sorelle esclamarono:

“Eh si, che conosciamo San Pietro Claver e la vostra Fondatrice, perché ci arriva sempre il vostro bollettino Eco dell’Africa che leggiamo”. Potete immaginare la mia commozione nel sentire una tale notizia gioiosa?




Conclusione

Sabato sera vigilia della 4° domenica di Quaresima, si celebrava nella parrocchia le “24-ore per il Signore”. Dunque, i sacerdoti erano impegnati nelle confessioni e la sera iniziò l’adorazione del SS.mo esposto lungo la notte. Tanta occasione di pregare per tutte le intenzioni che ci erano affidate e ringraziare il Signore per le grazie ricevute lungo la settimana.

Questa domenica, 31 marzo, che era pure chiamata domenica laetare, la nostra Missione giungeva alla conclusione. Si celebrarono le Sante Messe in 3 chiese dove doverosamente abbiamo dovuto prendere congedo da tanti volti ormai diventati familiari che incontravamo lungo la settimana passata. Tanti ci chiedevano di tornare un’altra volta con una tale missione. La gioia di tutti era grande animata dai canti che la gente ha imparato dai nostri missionari.

Siamo anche noi due partite e ritornate a Roma ricche di esperienza bellissima fatta accanto agli altri missionari, che erano già esperti.

Eravamo piene di gratitudine al Signore, che ci ha offerto questa opportunità di annunciare la sua Parola e il suo Amore a tanti. Grazie diciamo anche alla Madre, che ci ha lasciato partire per 9 giorni e fare questa esperienza nuova.

Alla fine grazie a tutte le consorelle, che nella nostra comunità di Roma e altrove ci hanno accompagnato con le loro preghiere. Secondo la Beata Madre, non dobbiamo pretendere di vedere i frutti, ma questi frutti li abbiamo sentito già nei nostri cuori, che si dovevano aprire di più a tutti. Volentieri vi auguro una tale esperienza



Sr. Orsola, Roma

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