HA CONDIVISO L’AMORE CON LA SEMPLICITÀ EVANGELICA


In memoria di suor Emma Glica (21.03.1937 – 24.12.2019)

Nella Vigilia del Natale 2019ci ha lasciato suor Emma Glica. Fino alla fine della sua vita è stata attiva, adempiendo fedelmente ai doveri della vita religiosa. E sebbene il momento della morte è arrivato inaspettatamente, lei era preparata, vivendo ogni giorno con fianchi cinti e tenendo una lucerna ardente di fede(cfrLc12,35-37).

Famiglia

Suor Emma Glica è nata il 21 marzo 1937 a Nagoszyn (Polonia), figlia di Elżbieta e Józef. Fu battezzata nella solennità dell’Annunciazione nella chiesa di Sant’Antonio a Nagoszyn. Insieme ai suoi due fratelli, la sorella Helena e il fratello Stanislao, imparò dai suoi genitori che cosa significava credere in Dio e amare le persone. Non ha avuto un’infanzia facile, perché all’età di sette anni perseil padre.

Vocazione religiosa

Dalle Suore Missionarie di San Pietro Claver suor Emma è entrata a Krosno (Polonia)il 1° settembre 1959.Il 1° luglio 1962 si è consacrata al Signore nella Prima Professione religiosa e, 10 anni dopo, nella Professione Perpetua. Perché ha scelto di farsi una suora? Perché il Signore la chiamò: «Seguimi!» e lei aveva un cuore aperto e Gli rispose con entusiasmo. Tutta la sua vita è stata una dedizione totale a Cristo seguendo l’ideale delle benedizioni evangeliche. Lo incontrava ogni giorno nei Sacramenti e nelle altre personeche il Signore ha posto sulla strada della sua vita.

Sacrestana e giardiniera

Suor Emma tutta la sua vita da religiosa ha vissuto nella comunità claveriana diKrosno. Per 25 anni è stata la sacrestana nella chiesa parrocchiale - nella basilica minore della Santissima Trinità aKrosno. Con grande devozione si prese cura della chiesa, della preparazione dell’altare per le celebrazioni dell’Eucaristia e si occupò dei paramenti liturgici. Lavarli e stirarli per lei non era solo un lavoro come l’altro, ma divenne una preghiera. «Con dedizione - ricorda don Wojciech Sabik - ha svolto il suo servizio nella sacrestia, così vicino al presbiterio e all’altare. Molti sacerdoti echierichetti ricordano il suo impegno, la sua gentilezza, un sorriso costante sul viso, con cui contagiava chi la incontrava. Conosceva quasi tutti i parrocchiani, forse perfino meglio di molti sacerdoti della parrocchia. Visitano le famiglie edistibuendo“opłatki”(le piccole cialde bianche con raffigurazioni della Natività, preparate in Polonia in occasione delle celebrazioni natalizie e che - dopo essere state benedette - vengono distribuite durante la cena della Vigilia di Natale dal padre di famiglia) incontrava le persone con le loro difficoltà e i problemi, che portava con sé silenziosamentenella preghiera le presentava a Dio. Era anche una giardiniera. Aiuole, serra e indimenticabili pomodori, che donava non solo alle sorelle, ma anche a noi sacerdoti e certamente a molte altre persone. Volevo menzionarlo perché non si trattava solo di pomodori, questa era la semplicità evangelica di condividere l’amore con le altre persone.»

Missionaria ausiliaria

Suor Emma era una vera missionaria ausiliaria e ha vissuto pienamente il carisma della sua Famiglia religiosa, imitando la fondatrice, la beata Maria Teresa Ledóchowska, per la quale «lapiù divina delle cose era la cooperazione nella salvezza delle anime», siimpegnava perché tuttipotessero conoscere Cristo e accettarlo nelle loro vite. Quando arrivava l’inverno e il lavoro nel giardino si fermava, aiutava le sorelle nelSegretariato delle missioni con dedizione e gioia. Preparava la corrispondenza con i benefattori per la spedizione e teneva il conto delle offerteche arrivavano per le missioni. I missionari e i benefattori delle missioni erano costantemente presenti nelle sue preghiere.

Suor Emma era piena di gentilezza, di calore e di amore per ogni persona, sempre sorridente e pronta ad aiutare. Una veramissionaria claveriana della quale ogni battito era per Dio, per la sua Famiglia religiosa e per le missioni. La ricorderemo per sempre così. Suor Emma, grazie per la tua buna vita!

Sr. Agata Wójcik SSPC



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