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Entrare nella missione in punta di piedi

Esperienza Missionaria a “Puerto Liberdad”, Argentina


II 24 ottobre del 2019 Sr. Sandra, Norma (Membro Esterno) e la sottoscritta siamo partite, da Buenos Aires, per “Puerto Liberdad”.


Era tanta la gioia e l’entusiasmo che provavamo in vista di questa missione. Dopo 3 ore di volo siamo arrivate a Iguazù. Prima di tutto siamo andate a visitare: “le cascate di Iguazù”. Che bellezza di Dio! Una delle sette meraviglie del mondo, che emergono fragorose dalle fitte foreste pluviali dei confini tra il Brasile, Argentina e Paraguay. La sensazione che si percepisce guardando un tale magnifico spettacolo della natura, como questo, si rimane senza parole. Qui possiamo sentire la mano di Dio. Che spettacolo meraviglioso! Dopo questa esperienza bellissima siamo partite per Puerto Liberdad. Li, ci aspettava il P. Silvano Jędryka, sacerdote francescano, polacco; parroco e superiore della comunità composta da 3 sacerdoti.





Nella parrocchia ci sono tre villaggi dei Guarani - un'antica tribù di indigeni - che vivono soprattutto in Paraguay; comunque sono pure presentiti nel sud del Brasile, nord dell'Argentina e Uruguay. Dalle scoperte fatte, in diversi siti archeologici, si può dire che questo gruppo sociale esisteva già negli anni 400 d.c., con caratteristiche che li differenziano chiaramente dagli altri gruppi indigeni appartenenti alla stessa famiglia linguistica. Prima che gli spagnoli arrivassero all’America del Sud, i Guarani vivevano in grandi giungle situate tra i Fiumi Paraná, Miranda, Tiete, Uruguay e i suoi affluenti, oltre a occupare ampli spazi nella zona meridionale del Brasile.


Oggi, molte comunità guaraní sono in lotta per potere preservare i loro territori e diritti come popolo originale di quelle aree ancestrali. Il disboscamento ha fatto sì che le comunità non abbiano abbastanza spazio per sviluppare le loro capacità produttive a pro di un efficace miglioramento e livello di vita. Sono evidenti problemi di grande povertà abitazionale, alimentare, sanitaria con gravi conseguenze di malnutrizione e manisfestazione di variegate malattie.



In Argentina, i Guarani furono praticamente portati via dalla giungla e spinti a integrarsi nella società moderna. L’unica alternativa rimasta loro è quella di accettare la propria emarginazione assumendo il ruolo della tribù in estinzione. Reliquia dei tempi precedenti alla colonizzazione e alla deforestazione.

Le “Misiones” le troviamo nei villaggi situati presso le vie più transitate perchè gli abitanti siano in grado di offrire ai turisti i frutti del loro lavoro e quanto possono ottenere ancora dalla giungla (particolarmente piante di orchidee).


I bambini vengono istruiti, principalmente in spagnolo, nelle scuole organizzate dal governo o in scuole pubbliche –queste si trovano nei villaggi-. Dopo aver ricevuto il documento necessario loro godono degli stessi benefici degli altri membri della società. Nonostante ciò, la loro situazione rimane molto precaria.

I sacerdoti, da lunedì a venerdì, hanno oltre 700 bambini da sfamare. A tale scopo organizzano, i cosi’ conosciuti “tazòn de leche” scodelle di latte per i bambini poveri. Sono piccoli refettori dove i bambini vengono a mangiare un po’ di pane e a bere latte. Questi provengono da famiglie povere e distrutte. Tanti di loro sono stati abbandonati dai genitori.



Il Padre Silvano ci ha conosciuto tramite la nostra ex Madre General: Madre Maria Moryl. Conoscendo il nostro carisma missionario, lui ci ha inviato una richiesta a favore di questi bambini e orfani. Grazie ai nostri cari benefattori argentini, che tanto hanno lavorato per questo progetto, siamo riuscite a mandare una offerta notevole con l’obbiettivo di mitigare la fame di questi innocenti, tanto cari al cuore di Dio.

L’esperienza che abbiamo avuto vedendo il frutto dell’aiuto dato a questa povera gente, fu incredibile. Tanta era la gioia, la gratitudine che abbiamo potuto sentire nel profondo di noi stesse!


Abbiamo visitato alcune famiglie Guaranì. Siamo rimaste sbalordite, impressionate davanti alla realtà della loro incredibile povertà. Le case sono costruite di paglia. Vivono nella foresta insieme ai cani e galline. Abbiamo incontrato una mamma di 25 anni. Lei aveva già 8 figli! Devo dire pero’ che sono rimasta colpita della gioia di questi bambini e del loro sorriso in mezzo a tanta povertà e miseria. Erano felici, di stare intorno alla mamma e ai fratelli. Lei, una signora molto educata e gentile. Potevamo respirare la delicatezza di Dio. Tanto che sentivamo il desiderio di entrare nella missione in punta di piedi. Quasi con la voglia di prendere via i sandali per rispetto a questi fratelli.

Entrando in una casa abbiamo visto una bella bimba, di 12 anni, a letto. No poteva muoversi. Era paralitica. Ci ha ricevute con un bel sorriso, con uno sguardo bellissimo! Le lacrime spontanee sono venute ai nostri occhi costatando la povertà dell’ambiente in cui viveva. La sua gioia pero’ era più grande. Nei veri poveri risplende la grazia di Dio che è fonte di serenità, di luce a chi ha occhi per vedere l’invisibile.

Il Padre Silvano ci ha detto che la loro nuova casa era quasi finita. Appena sarà terminata avranno, poi, più condizioni per prendere cura della bambina. Siamo rimaste molte soddisfatte sapendo che l’offerta inviata era destinata anche a aiutare queste famiglie.




Siamo ritornate a Buenos Aires totalmente trasformate. Con il cuore pieno di gratitudine verso Dio e la nostra Madre Fondatrice per la bellezza della nostra vocazione missionaria. Continuamo con rinnovata energia, entusiasmo e fiducia nel Signore la nostra grande, sublime missione di Suore Missionarie Claveriane insieme ai nostri carissimi benefattori, Membri Esterni ed amici. Grazie, grazie a tutti!


Sr. Manuela Medeiros, sspc

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