Signore, Ti rendo Grazie! 

 

Mi chiamo Sr. Benedine Nwafor. Sono nata nel 1988, e cresciuta ad Awgu, una piccola città nello Stato di Enugu in Nigeria, con tre fratelli maggiori e una sorella minore. I miei genitori possedevano un appezzamento di terreno e vi coltivavano igname, manioca, mais e okro, per il fabbisogno della nostra famiglia.

 

Fu un duro colpo per noi quando mio padre morì improvvisamente di febbre. La pesante responsabilità di mantenere noi figli piccoli ricadde tutta sulle spalle della mia mamma. Determinata a qualunque sacrificio pur di garantire a noi un'educazione presso una scuola cattolica, iniziò a lavorare duramente. Aprì una piccola trattoria e prese altro terreno coltivabile e con la grazia di Dio questa fatica diede i suoi frutti. L’esempio della fede di mia mamma, la sua tenacia nell’affrontare le difficoltà e saper trovare le soluzioni più adeguate ai problemi che si presentano, sono stati fonte per me di grande incoraggiamento.

 

Terminata la scuola elementare, i miei fratelli sono stati avviati ad imparare un mestiere, in modo da poter essere autonomi e avere la possibilità di lavorare e guadagnare. Mia sorella e io iniziammo invece afrequentare la scuola secondaria. La nostra scuola aveva quasi 2000 alunni, perciò avevamo molti amici. Terminata la scuola, arrivò il momento di decidere del mio futuro. Ho pregato molto per capire la volontà di Dio sulla mia vita. Per essere sincera, a quel tempo non pensavo affatto che Dio potesse chiamarmi alla vita religiosa, quello che volevo era solo continuare gli studi.

 

Il 13 dicembre 2008, mentre tornavo a casa dal mercato, ho avuto un brutto incidente d’auto. È stata una giornata indimenticabile nella mia vita. All’ospedale il dottore disse che la mia gamba sinistra era gravemente ferita. Ordinò il riposo e l’uso delle stampelle per diversi mesi. 

 

Questa esperienza ha cambiato i miei piani. Durante questo tempo di dolore e di solitudine, ho iniziato a riflettere sulla mia vita. “Se dovessi morire ora, cosa sarebbe di me?  In cosa consiste la vita?” Ho iniziato a leggere la Bibbia e presto questa è diventata la mia “migliore amica”. Ho scoperto la meraviglia del silenzio, che ci predispone a sentire la voce del Signore.

 

Un giorno, mentre stavo leggendo il brano biblico che descrive la vocazione del profeta Geremia, fui profondamente toccata dalle parole: “Prima di formarti nel grembo materno ti conoscevo; prima che tu nascessi ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta per le nazioni” (cf Ger 1,4-5). Mi sono chiesta: Dio mi sta chiamando perché io gli offra la mia vita, diventando una religiosa? Ma a quel tempo non capivo nemmeno in che cosa consisteva la vita religiosa. 

 

Dopo essermi ristabilita, ho abbandonato questa idea e ho trovato il lavoro nell’ufficio di una delle compagnie petrolifere locali; vi ho lavorato per circa un anno e mezzo. Durante questo periodo sentivo un grande vuoto nella mia vita; mi mancava qualcosa, famiglia, amici, lavoro non riuscivano a riempire questa mancanza. 

 

Nel marzo 2008 ho incontrato le Suore Missionarie di San Pietro Claver. Mi parlarono del loro apostolato e della loro vita di religiose. Le visitavo di tanto in tanto e, poco alla volta cominciavo a comprendere meglio il loro apostolato: insegnare il catechismo ai bambini, aiutare gli adulti ad approfondire la loro fede.  Nel 2010 ho preso congedo dal lavoro per passare un po' di tempo con le Suore e sperimentare il loro modo di vivere più da vicino. 

 

Ho iniziato la mia formazione religiosa ad Awgu, in Nigeria e successivamente ho avuto un’esperienza più internazionale, quando ho raggiunto, a Saint Paul, Minnesota, USA le altre giovani come me del Kenya, del Camerun, del Vietnam e del Brasile. Ho potuto partecipare al nostro tradizionale apostolato di corrispondenza con i collaboratori laici, la spedizione della rivista missionaria, a vari incontri di preghiera, la raccolta dei fondi, ecc. In seguito, come novizie abbiamo sperimentato la vita religiosa a livello più interiore. Il 6 gennaio 2015, col cuore colmo di gratitudine ho emesso i miei primi voti religiosi. 

 

Il nostro carisma è per me prezioso e importante, perché mi stimola all’impegno – attraverso ogni mio lavoro – ad annunciare a tutti la Buona Novella del Vangelo. La nostra vita di preghiera, il dono di noi stesse, il lavoro quotidiano sono a beneficio della Chiesa missionaria. Concludendo la storia della mia vocazionale vorrei citare le parole della Madre Fondatrice, la Beata Maria Teresa Ledóchowska: “La vita è breve, l’eternità dura per sempre. Cerchiamo di fare del bene mentre siamo in cammino verso l’eternità”.

Sr. Benedine Chinweokwu Nwafor

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S. Pietro Claver
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